{"id": "106103", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/106103", "published_at": "2026-10-29T09:10:00+01:00", "source_published_at": "2026-10-27T13:01:00+01:00", "language": "it", "title": "In borsa le cose vanno molto male per le aziende del lusso", "original_title": "In borsa le cose vanno molto male per le aziende del lusso", "source": "Il Post Economia", "source_urls": ["https://www.ilpost.it/2026/10/27/cali-borsa-kering-lvmh-hermes/"], "factual_summary": "Negli ultimi giorni le aziende del settore del lusso hanno registrato un pessimo andamento in borsa, confermando un 2026 disastroso. I titoli delle multinazionali che possiedono marchi come Gucci, Louis Vuitton ed Herm\u00e8s, tra cui Kering e LVMH, sono crollati, portando a un calo generale del settore. L'indice STOXX Europe Luxury 10, che raggruppa le dieci societ\u00e0 pi\u00f9 importanti, \u00e8 sceso del 23,5% dall'inizio dell'anno, segnando uno dei peggiori risultati del mercato azionario.\n\nComplessivamente, queste aziende hanno perso oltre 300 miliardi di euro di capitalizzazione, con LVMH ed Herm\u00e8s responsabili del 70% di questa perdita. Il declino \u00e8 attribuito all'aumento dei costi di produzione e, soprattutto, a una diminuzione delle vendite a partire dalla pandemia. Molti brand hanno aumentato i prezzi oltre l'inflazione, rendendo i prodotti inaccessibili alla classe media e focalizzandosi sui consumatori molto ricchi.\n\nInoltre, il settore ha subito forti perdite nei mercati asiatici, in particolare in Cina, dove la crisi immobiliare ed economica ha frenato la spesa. Le vendite di LVMH in Cina sono passate da una crescita del 7% nel primo trimestre a un calo del 5% nel terzo trimestre del 2026. Anche Herm\u00e8s, con il 40% delle vendite concentrate in Cina, ha visto la sua crescita fermarsi. La guerra in Medio Oriente ha ulteriormente bloccato le vendite nei paesi del Golfo Persico, un altro mercato chiave. Kering, in particolare, ha visto quasi azzerare i profitti dal 2023, con un calo del 25% del fatturato, dovuto principalmente alla crisi di Gucci.", "how_others_tell_it": "Il pezzo del Post Economia mette in evidenza il crollo del settore del lusso, concentrandosi sui numeri e sulle cause macroeconomiche come l'inflazione, la crisi cinese e la guerra in Medio Oriente. Mette in fila i fallimenti delle grandi aziende e mostra come i tagli di Gucci, Louis Vuitton ed Herm\u00e8s abbiano generato un effetto a cascata. Quello che non dice \u00e8 che fine fanno le piccole aziende che subiscono i tagli di questi grandi gruppi che, per difendere i loro margini, abbassano la qualit\u00e0 e spremono i fornitori.", "fiore_emotion": "fastidio", "fiore_reason": "Questo giro di parole sul \"lusso\" e la \"crisi\" sembra nascondere che sono sempre gli stessi a fare la cresta e a scaricare i costi su altri.", "fiore_commentary": "Questa notizia mi fa incazzare, e non poco. Queste aziende del lusso piangono miseria per i loro profitti in borsa, ma intanto hanno aumentato i prezzi a dismisura, tagliato la qualit\u00e0 dei prodotti e spremuto i fornitori, che spesso sono piccole realt\u00e0 italiane. Dicono che il problema \u00e8 la crisi e la classe media che non compra pi\u00f9, ma sono stati loro a decidere di escludere chi non \u00e8 straricco. E ora che i ricchissimi non bastano pi\u00f9, si lamentano?\n\nMi viene da pensare alle sarte, agli artigiani, a tutte quelle persone che lavorano dietro le quinte per produrre questi oggetti che costano migliaia di euro. Sono loro che pagano il prezzo di queste strategie scellerate, quando le grandi multinazionali tagliano i costi per mantenere i loro margini da capogiro. Non \u00e8 una \"crisi\" nel senso comune, \u00e8 un riposizionamento strategico che danneggia chi sta alla base della catena produttiva. E a me la cosa non va proprio gi\u00f9.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}