{"id": "107171", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/107171", "published_at": "2026-10-29T15:25:00+01:00", "source_published_at": "2026-10-29T14:15:00+01:00", "language": "it", "title": "Open Global Power, a Roma i giovani leader della transizione energetica", "original_title": "Open Global Power, a Roma i giovani leader della transizione energetica", "source": "ANSA Economia", "source_urls": ["https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/10/29/open-global-power-a-roma-i-giovani-leader-della-transizione-energetica_3b85661e-eda2-420a-84ab-b88d2e30de1d.html"], "factual_summary": "Si \u00e8 conclusa a Roma la prima edizione di Open Global Power (Ogp), un programma internazionale promosso da Enel Foundation. L'iniziativa mira a formare giovani professionisti provenienti da Africa e America Latina, sviluppando competenze e connessioni per la transizione energetica. All'evento finale, tenutosi al MAXXI, hanno partecipato la ministra dell'Universit\u00e0 e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e Lorenzo Ortona, coordinatore vicario per il Piano Mattei per l'Africa.\n\nOgp \u00e8 un'espansione del precedente programma Open Africa Power, che dal 2018 al 2025 ha coinvolto circa 600 giovani in 38 Paesi africani. Nel 2025, Open Africa Power \u00e8 stato integrato nei progetti del Piano Mattei per l'Africa. Ortona ha sottolineato come Ogp sia in linea con i principi del Piano Mattei, focalizzandosi su partenariati paritari, priorit\u00e0 locali e investimenti nel capitale umano.\n\nNel 2026, il programma Ogp ha riunito 200 giovani professionisti tra i 24 e i 35 anni, da 32 Paesi: 125 dall'Africa, 42 dal Brasile e 33 dal Cile. Durante la settimana conclusiva in Italia, i 20 migliori partecipanti hanno lavorato in team per elaborare proposte su temi come minerali critici, energie rinnovabili, flessibilit\u00e0 dei sistemi energetici e resilienza.", "how_others_tell_it": "L'articolo di ANSA Economia mette in evidenza l'importanza della formazione e della collaborazione internazionale per affrontare la transizione energetica, sottolineando il ruolo di Enel Foundation e l'allineamento con il Piano Mattei per l'Africa. Si focalizza sui numeri dei partecipanti e sulle dichiarazioni delle autorit\u00e0 presenti, presentando il progetto come un successo di partnership e sviluppo di competenze. Lascia fuori, per\u00f2, un'analisi critica sui benefici reali e sulla sostenibilit\u00e0 a lungo termine di queste iniziative per i Paesi coinvolti, specialmente in termini di autonomia energetica.", "fiore_emotion": "fastidio", "fiore_reason": "parlano di futuro e sviluppo senza menzionare chi ha gi\u00e0 pagato il prezzo di questo \"sviluppo\"", "fiore_commentary": "Leggo di questi giovani leader che \"guidano\" la transizione energetica, e mi viene da pensare che, s\u00ec, le nuove tecnologie sono importanti, ma il vero nodo sta altrove. Parlano di partenariati \"paritari\" con l'Africa, ma non c'\u00e8 una parola sulle risorse che l'Africa ha gi\u00e0 dato e continua a dare al mondo per il nostro benessere. Sembra un bel progetto, certo, ma \u00e8 come mettere una toppa colorata su un vestito strappato: \u00e8 bello da vedere, ma il buco c'\u00e8 ancora. Non mi fido di chi parla di \"investimento nel capitale umano\" solo quando fa comodo.\n\nLa transizione energetica, per molti Paesi, non \u00e8 una scelta ma un'imposizione, e spesso significa che le loro risorse vengono usate per il \"nostro\" bene, lasciando a loro il minimo indispensabile. Questa notizia mi fa fastidio perch\u00e9, ancora una volta, l'economia viene raccontata come un gioco pulito, dove tutti vincono, quando invece ci sono sempre vincitori e vinti. E i vinti, quasi sempre, sono sempre gli stessi. Mi piacerebbe leggere un articolo che parli davvero di come i popoli africani e sudamericani possono diventare autonomi e non solo manodopera o serbatoi di risorse per le grandi potenze.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}