{"id": "107826", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/107826", "published_at": "2026-10-29T18:10:00+01:00", "source_published_at": "2026-10-29T17:00:00+01:00", "language": "it", "title": "Nora Ephron e i deodoranti intimi: come si legge un'epoca partendo da uno scaffale", "original_title": "Nora Ephron e i deodoranti intimi: come si legge un'epoca partendo da uno scaffale", "source": "Marie Claire", "source_urls": ["https://www.marieclaire.it/bellezza/profumi/a73958342/storia-deodoranti-intimi-donne/"], "factual_summary": "\u00c8 stato pubblicato in Italia, dopo 51 anni, \"Crazy Salad. Cose che ho da dire sulle donne\", una raccolta di saggi e articoli di Nora Ephron, scrittrice e giornalista americana. Il libro, uscito negli anni Settanta, tocca vari argomenti, dalle recensioni cinematografiche alla politica, ma con un filo rosso che lega tutto alle questioni femminili.\n\nUn capitolo in particolare, \"Dealing with the, uh, Problem\" del 1973, analizza il marketing dei prodotti per l'igiene intima femminile. Ephron critica come l'industria crei un \"problema\" attraverso eufemismi e un linguaggio vago, suggerendo alle donne che il loro corpo naturale sia da correggere o deodorare. La scrittrice sottolinea il paradosso di come, in un'epoca di rivoluzione sessuale, venissero venduti prodotti che implicitamente trasmettevano il messaggio che il sesso al naturale fosse \"sporco\".\n\nOggi, la logica della bellezza e della perfezione spinge a trattare ogni centimetro del corpo come un progetto estetico. Si vedono trend su TikTok come il \"vajacial\" o maschere idratanti per la zona bikini, che dimostrano come la domanda di Ephron \u2013 \"qual \u00e8 il problema?\" \u2013 sia ancora attuale, con l'industria che continua a convincere le donne di avere qualcosa da sistemare nel proprio corpo.", "how_others_tell_it": "L'articolo mette in luce come la pubblicit\u00e0 abbia saputo e sappia ancora oggi trasformare aspetti naturali del corpo femminile in fonti di vergogna e insicurezza. Marie Claire evidenzia il ruolo di Nora Ephron nel denunciare questo meccanismo negli anni Settanta e traccia un parallelo con le tendenze attuali sui social media, come TikTok, che continuano a promuovere prodotti e trattamenti per la \"perfezione\" del corpo femminile. La testata sottolinea l'aspetto critico di questa dinamica, che distoglie energie delle donne da questioni pi\u00f9 importanti.", "fiore_emotion": "fastidio", "fiore_reason": "mi ha dato fastidio leggere come si usano le insicurezze delle donne per vendere prodotti inutili.", "fiore_commentary": "Mi viene da pensare che questa storia dei deodoranti intimi \u00e8 un esempio perfetto di come, ancora oggi, il mondo ci voglia far sentire sbagliate per venderci qualcosa. Come se il nostro corpo, cos\u00ec com'\u00e8, non andasse bene. \u00c8 un trucco vecchio, quello di creare un problema dove non c'\u00e8, e poi offrirti la soluzione a pagamento. E mi fa rabbia vedere che, cinquant'anni dopo, con tutti i passi avanti che abbiamo fatto, siamo ancora qui a parlare di \"vajacial\" e maschere per le parti intime su TikTok. Non \u00e8 libert\u00e0, \u00e8 solo un altro modo per tenerci incatenate a un'idea di perfezione che non esiste.\n\nNapoli mi ha insegnato che la vera bellezza \u00e8 quella che ti fa stare bene con te stessa, con i tuoi difetti e le tue unicit\u00e0. Non \u00e8 quella che ti impongono le pubblicit\u00e0 o i trend del momento. Dovremmo investire le nostre energie in cose che ci fanno crescere davvero, non in prodotti che ci fanno sentire inadeguate. A me, questa cosa, mi fa solo venire voglia di urlare che siamo perfette cos\u00ec come siamo, con i nostri odori, le nostre forme e le nostre storie.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}