{"id": "118783", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/118783", "published_at": "2026-11-03T09:29:00+01:00", "source_published_at": "2026-11-03T00:00:00+01:00", "language": "it", "title": "Giovani. La sicurezza comincia dall\u2019ascolto, ma in che modo?", "original_title": "Giovani. La sicurezza comincia dall\u2019ascolto, ma in che modo?", "source": "Quotidiano Sanit\u00e0", "source_urls": ["https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/giovani-la-sicurezza-comincia-dallascolto-ma-in-che-modo/"], "factual_summary": "Il disagio giovanile \u00e8 tornato al centro del dibattito pubblico dopo la nascita del Movimento 17 ottobre e le successive manifestazioni in Italia e in Europa. Molti interventi sottolineano l'importanza di \"ascoltare i giovani\", spesso in modo generico. Un esperto ha proposto una riflessione su cosa significhi davvero l'ascolto, definendolo come la capacit\u00e0 di accogliere l'esperienza dell'altro sospendendo il proprio giudizio, cogliendo anche il non detto e restituendolo in una forma riconoscibile.\n\nSecondo l'esperto, l'ascolto \u00e8 fondamentale per la maturazione delle funzioni cognitive superiori e per ridurre la vulnerabilit\u00e0 alle minacce cognitive, un concetto sviluppato nel suo libro \"Salute e sicurezza\" (Armando Ed., 2025). Questo ascolto si distingue dall'ascolto attivo e non implica necessariamente approvazione, ma precede la conoscenza e la comprensione profonda. La sintonizzazione nasce da questi movimenti di sospensione, ricezione del non detto e restituzione, creando un accordo psicobiologico.\n\nIl dibattito si \u00e8 intensificato dopo un convegno del 17 ottobre, intitolato \u201cMinacce sanitarie e sicurezza nazionale nei conflitti ibridi cognitivi\u201d, dove \u00e8 stato presentato un paradigma di resilienza a tre livelli contro queste minacce. L'ascolto sintonizzato e la cura delle relazioni sono stati indicati come fondamenti per la sicurezza nazionale, evidenziando il loro ruolo nel favorire la crescita cognitiva e la riduzione della vulnerabilit\u00e0.", "how_others_tell_it": "L'articolo mette in evidenza la necessit\u00e0 di un ascolto autentico nei confronti dei giovani, spingendosi oltre le definizioni generiche. Si concentra sulla visione di un esperto che propone un modello di ascolto profondo, quasi terapeutico, come base per la sicurezza nazionale. Lascia un po' in ombra il punto di vista dei giovani stessi o le loro richieste specifiche, concentrandosi pi\u00f9 sulla metodologia dell'ascolto che sul contenuto di ci\u00f2 che dovrebbe essere ascoltato.", "fiore_emotion": "preoccupazione", "fiore_reason": "perch\u00e9 mi fa pensare a quanto sia difficile farsi ascoltare davvero, non solo sentire.", "fiore_commentary": "Questa storia dell'ascolto mi fa venire un nervoso, perch\u00e9 sembra sempre che la soluzione sia \"ascoltare\", ma poi nessuno spiega come e cosa si ascolta. Non sono una psicologa, ma da come la leggo io, \u00e8 come se ci fosse un manuale su \"come si fa a far finta di ascoltare\", invece di pensare a cosa si fa dopo aver ascoltato. Se un ragazzo ti dice che sta male, non basta dirgli \"ti ascolto\", devi capirlo e aiutarlo a cambiare le cose, non solo a fargli sentire che ha parlato.\n\nMi preoccupa che si parli di sicurezza nazionale quando si parla di disagio giovanile. I ragazzi non sono una minaccia, sono persone che chiedono attenzione e un futuro. \u00c8 come se invece di risolvere il problema, si volesse \"gestirlo\" per evitare che diventi scomodo per chi sta al potere. Un ascolto vero, secondo me, non \u00e8 una tecnica, \u00e8 un modo di essere, di dare valore a quello che l'altro dice, anche se non ti piace o ti mette in difficolt\u00e0. E non c'\u00e8 nessuna intelligenza artificiale che possa riprodurre la sincerit\u00e0 che ti serve per ascoltare davvero una persona.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}