{"id": "118803", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/118803", "published_at": "2026-11-03T09:34:00+01:00", "source_published_at": "2026-11-03T08:27:00+01:00", "language": "it", "title": "Alberto Pellai sui ragazzi in piazza: \u201cNessun adolescente ha il desiderio di essere ascoltato dall\u2019adulto\u201d. Il vero problema \u00e8 la solitudine", "original_title": "Alberto Pellai sui ragazzi in piazza: \u201cNessun adolescente ha il desiderio di essere ascoltato dall\u2019adulto\u201d. Il vero problema \u00e8 la solitudine", "source": "Orizzonte Scuola", "source_urls": ["https://www.orizzontescuola.it/alberto-pellai-sui-ragazzi-in-piazza-nessun-adolescente-ha-il-desiderio-di-essere-ascoltato-dalladulto-il-vero-problema-e-la-solitudine/"], "factual_summary": "Lo psicoterapeuta dell\u2019et\u00e0 evolutiva Alberto Pellai ha espresso il suo disaccordo sull\u2019idea che i ragazzi in piazza cerchino l\u2019ascolto degli adulti, sostenendo che a quell\u2019et\u00e0 il confronto si cerca con i coetanei. Secondo Pellai, il vero problema degli adolescenti \u00e8 la solitudine, aggravata da un periodo storico difficile e dalla perdita di contatto con i gruppi di amici. L'unica occasione di socialit\u00e0 per molti resta la scuola, mentre fuori passano gran parte del tempo da soli.\n\nPellai distingue tra due fasce d'et\u00e0 nelle proteste: i pi\u00f9 giovani, tra gli 11 e i 15 anni, che a suo parere non dovrebbero partecipare a contestazioni sociali, e i ragazzi tra i 15 e i 20 anni, le cui manifestazioni pi\u00f9 organizzate presentano \"istanze di verit\u00e0\" che gli adulti dovrebbero considerare seriamente. Ha espresso preoccupazione per un episodio in Lombardia, dove ragazzi sono stati prima spinti in piazza e poi invitati a non andare a scuola tramite messaggi anonimi, evidenziando il rischio che siano guidati da fonti sconosciute. La causa di questa situazione, secondo Pellai, \u00e8 anche da ricercare in un'infanzia troppo protetta, che ha portato i ragazzi a perdere la capacit\u00e0 di riflettere e affrontare le difficolt\u00e0.", "how_others_tell_it": "L'articolo di Orizzonte Scuola mette in primo piano la posizione dello psicoterapeuta Alberto Pellai, che smonta l'idea comune sull'ascolto dei giovani in piazza e punta il dito sulla solitudine e sulla necessit\u00e0 di competenze per avere voce. La testata d\u00e0 molto spazio alla sua distinzione tra le fasce d'et\u00e0 e alla critica verso un'educazione che ha reso i ragazzi incapaci di affrontare le frustrazioni, senza per\u00f2 approfondire le \"istanze di verit\u00e0\" dei ragazzi pi\u00f9 grandi che Pellai stesso riconosce.", "fiore_emotion": "fastidio", "fiore_reason": "perch\u00e9 Pellai dice che i ragazzi non dovrebbero essere in piazza, come se il loro sentire non fosse valido.", "fiore_commentary": "Mi fa strano leggere che \"nessun adolescente ha il desiderio di essere ascoltato dall\u2019adulto\". Forse non lo cercano come si pensa, ma un adulto che ci sia, che ascolti senza giudicare, che li faccia sentire visti, io credo che serva sempre. Anche se non lo chiedono apertamente. Pellai dice che i ragazzi di 11-15 anni \"non rifanno ancora il letto\", come se questo li rendesse meno capaci di avere un'opinione sul mondo. Non credo che l'et\u00e0 o le piccole responsabilit\u00e0 mancate rendano la rabbia \"immatura\" o meno valida.\n\nLa questione di chi li guida online, spingendoli a manifestare o a non andare a scuola, \u00e8 preoccupante, \u00e8 vero. Ma non \u00e8 che chi li ha tenuti in una \"bomboniera\" sia poi cos\u00ec bravo a capire cosa succede in rete. Io la vedo cos\u00ec: non basta dire che sono soli o che sono stati troppo protetti, dobbiamo chiederci cosa stiamo facendo noi per dare loro strumenti veri per capire il mondo, per sentirsi parte di qualcosa che non sia solo la scuola o un messaggio anonimo. Se non vogliamo che si facciano guidare da \"non sai chi e che cosa\", dobbiamo essere noi a guidarli, non a metterli a tacere.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}