{"id": "124021", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/124021", "published_at": "2026-11-05T06:29:00+01:00", "source_published_at": "2026-11-04T20:15:00+01:00", "language": "it", "title": "Figlia di 12 anni non vuole andare a scuola, i consigli di Daniele Novara", "original_title": "Figlia di 12 anni non vuole andare a scuola, i consigli di Daniele Novara: non prendere tutto alla lettera, pi\u00f9 spazio al padre e niente smartphone di notte", "source": "Orizzonte Scuola", "source_urls": ["https://www.orizzontescuola.it/figlia-di-12-anni-non-vuole-andare-a-scuola-i-consigli-di-daniele-novara-non-prendere-tutto-alla-lettera-piu-spazio-al-padre-e-niente-smartphone-di-notte/"], "factual_summary": "Una ragazzina di 12 anni si rifiuta di andare a scuola, sostenendo di essere derisa dalle compagne e di ritrovarsi spesso sola durante la ricreazione. La madre, preoccupata, si \u00e8 rivolta al pedagogista Daniele Novara per capire come gestire la situazione.\nNovara ha offerto due indicazioni principali: dare il giusto peso alle affermazioni della figlia, considerando che potrebbero essere sfoghi tipici della preadolescenza tra gli 11 e i 14 anni, e affidare al padre il compito di stabilire regole e limiti, come l'uso dello smartphone di notte.\nIl pedagogista ha sottolineato l'obbligatoriet\u00e0 della frequenza scolastica a quell'et\u00e0, senza sconti. Ha anche suggerito che, se il padre \u00e8 assente, la madre debba adottare un approccio pi\u00f9 orientato all'ordine e all'organizzazione, con abitudini solide che diano sicurezza alla figlia.", "how_others_tell_it": "L'articolo si concentra sulla prospettiva dei genitori e del pedagogista, mettendo in evidenza la difficolt\u00e0 di interpretare il comportamento di una preadolescente e la necessit\u00e0 di un approccio strutturato. Vengono messi in risalto i consigli di Novara, che sposta l'attenzione sulla gestione delle regole da parte del padre e sulla cautela nel credere a ogni parola della figlia. Non viene approfondita la situazione dal punto di vista della ragazza, lasciando un po' in sospeso il perch\u00e9 del suo disagio.", "fiore_emotion": "fastidio", "fiore_reason": "perch\u00e9 sembra che la parola di una ragazzina non valga niente solo perch\u00e9 \u00e8 giovane.", "fiore_commentary": "Leggendo questa notizia mi \u00e8 venuto un po' di nervoso. Capisco che \u00e8 un'et\u00e0 difficile, la preadolescenza, e che i ragazzi a volte esagerano o si sfogano. Ma mi sembra che qui si parta dal presupposto che quello che dice la ragazzina non \u00e8 del tutto vero, o che \u00e8 solo uno sfogo. \"Ascoltare senza credere a ogni parola\" \u00e8 un consiglio che mi fa pensare. Se una figlia dice di essere derisa e di sentirsi sola, forse prima di tutto andrebbe presa sul serio, almeno un po', e poi si cerca di capire. Non \u00e8 che un ragazzo non ha diritto di esprimere un disagio che \u00e8 reale, anche se lo fa con parole forti. E poi, questa cosa del padre che deve gestire le regole. Non dico che non sia giusto, ma mi chiedo perch\u00e9 sia quasi un obbligo che sia lui. Le famiglie sono tante e diverse, e non sempre c'\u00e8 un padre presente o con quel ruolo specifico. In questo modo si rischia di lasciare la madre sola con un altro peso, se deve \"cambiare registro\" e fare la parte che non le viene naturale. Sembra quasi che la soluzione sia in regole pi\u00f9 ferree e meno ascolto emotivo, e mi chiedo se sia davvero la strada giusta per una ragazza che si chiude a riccio. A volte, un po' di fiducia in pi\u00f9 e l'idea che un disagio possa essere reale, anche se non si capisce subito il perch\u00e9, pu\u00f2 fare la differenza.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}