{"id": "13397", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/13397", "published_at": "2026-09-22T15:01:00+02:00", "source_published_at": "2026-09-22T13:18:00+02:00", "language": "it", "title": "Salute mentale, sui social l'ansia domina, nei tg \u00e8 quasi assente", "original_title": "Su salute mentale 138 mila post in 6 mesi sui social, domina l'ansia", "source": "ANSA Salute", "source_urls": ["https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/stili_di_vita/2026/09/22/su-salute-mentale-138-mila-post-in-6-mesi-sui-social-domina-lansia_b50b0287-3893-4432-a1a4-b6c3b37ccf6c.html"], "factual_summary": "Nei primi sei mesi del 2026, pi\u00f9 di 138mila post sulla salute mentale sono stati pubblicati sui social network, con la parola \"ansia\" che compare 37mila volte, tredici volte di pi\u00f9 rispetto a \"depressione\". Nello stesso periodo, i principali telegiornali italiani hanno dedicato solo l'1,8% delle loro notizie al tema, con sette servizi su dieci legati a fatti di cronaca. I dati emergono dall'indagine \"Media, linguaggio e salute mentale\" dell'Osservatorio di Pavia e Associazione Civita.\n\nTra gennaio e giugno 2026, il volume mensile dei post sulla salute mentale \u00e8 rimasto stabile tra 21mila e 26mila, includendo anche disturbi alimentari e neurodivergenze. Un singolo post di uno psicologo content creator ha raggiunto quasi un milione di \"like\" su Instagram. Parallelamente, su 21.442 notizie esaminate nei telegiornali di prima serata, solo 389 riguardavano la salute mentale.\n\nQuesto vuoto informativo ha portato influencer e creator a occupare lo spazio, con il rischio di diagnosi a distanza, semplificazioni e pratiche senza basi scientifiche. Massimo Cozza e Paola Barretta, coordinatori della ricerca, hanno sottolineato l'importanza che istituzioni e informazione raggiungano giovani e famiglie con un lessico rispettoso per contrastare stigma e disinformazione.", "how_others_tell_it": "L'articolo mette in evidenza un divario enorme tra come i social e i telegiornali trattano il tema della salute mentale. L'ANSA sottolinea come, mentre sui social il tema \u00e8 dibattuto attivamente, con un'attenzione particolare all'ansia, nei telegiornali la sua presenza \u00e8 minima e spesso legata a eventi di cronaca nera. La notizia evidenzia il pericolo di affidare la divulgazione a figure non professionali, lasciando intendere la necessit\u00e0 di un intervento pi\u00f9 strutturato da parte dei media tradizionali e delle istituzioni.", "fiore_emotion": "fastidio", "fiore_reason": "perch\u00e9 sembra che i telegiornali vivano su un altro pianeta.", "fiore_commentary": "Questa notizia mi fa incazzare, perch\u00e9 mostra quanto siamo indietro. Mentre sui social la gente si sfoga, cerca risposte e a volte trova anche aiuto (s\u00ec, pure se non \u00e8 professionale, a volte basta sentirsi meno soli), i telegiornali che fanno? Parlano di salute mentale solo se c'\u00e8 un fatto di cronaca, un dramma. \u00c8 come se il dolore di chi soffre contasse solo se fa notizia in modo eclatante.\n\nNon si pu\u00f2 delegare un tema cos\u00ec importante agli algoritmi o ai \"content creator\" che magari dicono un sacco di fesserie, ma d'altra parte, se l'informazione \"ufficiale\" non ne parla, la gente dove va a cercare? Serve un approccio serio, che informi, che non stigmatizzi, e che aiuti davvero chi sta male. Non \u00e8 un tema da trattare con superficialit\u00e0, ma neanche da nascondere sotto il tappeto. E invece i telegiornali sembrano preferire proprio la seconda opzione. Che poi, non \u00e8 che devono fare i medici, devono solo informare in modo completo e responsabile.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}