{"id": "20066", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/20066", "published_at": "2026-09-25T00:29:00+02:00", "source_published_at": "2026-09-24T17:41:00+02:00", "language": "it", "title": "Cosa vuol dire che l\u2019Istat \u201caggiorna\u201d le sue stime", "original_title": "Cosa vuol dire che l\u2019Istat \u201caggiorna\u201d le sue stime", "source": "Il Post Economia", "source_urls": ["https://www.ilpost.it/2026/09/24/revisioni-istat-deficit-meloni/"], "factual_summary": "L'Istat ha rivisto al rialzo le stime sul rapporto tra deficit e PIL del 2025, portandolo di poco sopra il 3 percento. Questo impedisce all'Italia di uscire dalla procedura per deficit eccessivo dell'Unione Europea, un obiettivo su cui il governo Meloni contava. La presidente del Consiglio ha espresso il suo disappunto, affermando che l'Istat ha sempre rivisto al rialzo le stime del PIL negli ultimi anni, suggerendo una possibile sottostima da parte dell'istituto.\nLe revisioni dei dati, per\u00f2, fanno parte del normale funzionamento della raccolta dati dell'Istat e non sono errori. Possono essere ordinarie, per aggiornare le stime con nuovi dati disponibili, o straordinarie, quando viene modificato il metodo di elaborazione sotto il coordinamento di Eurostat e BCE. Negli ultimi anni, in particolare durante la pandemia, l'Istat ha effettivamente rivisto al rialzo le stime del PIL degli anni precedenti, portando a discussioni tra gli economisti e a cambiamenti nei metodi di calcolo.\nNonostante l'aumento della stima del PIL del 2024 dallo 0,7 all'1,1 percento, il rapporto deficit/PIL \u00e8 rimasto al 3,4 percento per il 2024 e il 3,08 percento per il 2025. L'aumento del deficit per il 2025 \u00e8 dovuto principalmente a un incremento della spesa pubblica stimato in oltre 2,3 miliardi di euro. Se questo aumento non ci fosse stato, il rapporto deficit/PIL sarebbe sceso al 2,97 percento, permettendo al governo di accedere alla \"clausola di salvaguardia nazionale\" per spendere 14 miliardi in energia e 22 nella difesa.", "how_others_tell_it": "Il Post Economia si concentra sulla spiegazione tecnica delle revisioni Istat, mettendo in evidenza come siano una prassi consolidata e non un \"errore\" come suggerito dalla presidente Meloni. L'articolo sottolinea che il fenomeno delle revisioni al rialzo del PIL precede l'attuale governo e che \u00e8 un tema di dibattito tra gli economisti. Lascia un po' in secondo piano il peso politico che queste stime hanno sul governo e sull'Italia rispetto all'Unione Europea.", "fiore_emotion": "fastidio", "fiore_reason": "perch\u00e9 la politica cerca sempre un colpevole, anche quando non c\u2019\u00e8.", "fiore_commentary": "Questa storia delle stime che cambiano mi fa pensare a quando a Napoli si dice che \"i conti non tornano mai\". Qui l'Istat fa il suo lavoro, come dovrebbe, aggiornando i dati man mano che ne ha di pi\u00f9 precisi. Ma \u00e8 chiaro che quando i numeri non piacciono, \u00e8 sempre pi\u00f9 facile trovare un colpevole che guardare in casa propria. \u00c8 come se il governo avesse fatto i suoi piani su un'aspettativa, e ora che l'aspettativa non si realizza, d\u00e0 la colpa a chi i numeri li raccoglie e li aggiorna.\nLa cosa che mi fa pensare di pi\u00f9 \u00e8 che alla fine, per un misero 0,08 percento in pi\u00f9, si perdono miliardi di euro da spendere in cose importanti come l'energia e la difesa. E chi ci rimette? Sempre la gente comune, che poi si trova bollette pi\u00f9 salate o servizi che non funzionano. Non \u00e8 che l'Istat sottostima gli italiani, \u00e8 che forse la politica a volte sottostima la complessit\u00e0 dei numeri e le conseguenze delle sue decisioni. E il fatto che la spesa pubblica sia aumentata pi\u00f9 delle entrate, beh, quello \u00e8 un problema che non si pu\u00f2 scaricare sull'Istat.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}