{"id": "23741", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/23741", "published_at": "2026-09-26T12:13:00+02:00", "source_published_at": "2026-09-26T11:36:00+02:00", "language": "it", "title": "Caro presidente Mattarella, fermi quel decreto che ci riporta alle leggi razziali", "original_title": "\u201cCaro presidente Mattarella, fermi quel decreto che ci riporta alle leggi razziali\u201d", "source": "Repubblica Cronaca", "source_urls": ["https://www.repubblica.it/cronaca/2026/09/26/news/appello_genitori_scuola_di_donato_a_mattarella_contro_decreto_razzista_scuola_tetto_stranieri-425608800/?rss"], "factual_summary": "I genitori degli alunni della scuola \"Federico Di Donato\" di Roma hanno rivolto un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendogli di non firmare il decreto governativo sulla scuola. Questo decreto introduce quote limite per i bambini stranieri nelle classi e corsi di italiano obbligatori per i genitori, con possibili segnalazioni ai servizi sociali e multe per chi non rispetta il divieto di volto coperto.\n\nLa scuola \"Di Donato\", situata nel quartiere Esquilino, \u00e8 un simbolo di integrazione con bambini provenienti da oltre cinquanta paesi diversi. I genitori contestano la soglia del 30% per gli alunni non italiani, definendola una distinzione tra bambini che ricorda le leggi razziali e che non tiene conto della vera conoscenza della lingua italiana o delle reali esigenze di supporto. Sostengono che il decreto non affronta i veri problemi della scuola, come la mancanza di risorse e insegnanti.\n\nL'appello evidenzia come questa normativa ignori le esperienze passate di emigrazione italiana, quando i figli degli immigrati italiani subivano trattamenti discriminatori all'estero. Chiedono invece investimenti nell'insegnamento dell'italiano e risorse adeguate per le scuole che affrontano maggiori complessit\u00e0 linguistiche e sociali.", "how_others_tell_it": "Repubblica d\u00e0 voce ai genitori di una scuola simbolo di integrazione, mettendo in luce le loro preoccupazioni sul decreto. L'articolo si concentra sull'allarme lanciato da queste famiglie, paragonando le nuove norme alle leggi razziali e sottolineando la contraddizione tra il pretendere l'apprendimento dell'italiano e l'aver eliminato i corsi dai centri di accoglienza. Lascia fuori, per\u00f2, le motivazioni precise del governo dietro questo decreto, limitandosi a citare la questione della \"lingua\" come giustificazione.", "fiore_emotion": "rabbia", "fiore_reason": "Non \u00e8 possibile che nel 2026 dobbiamo ancora parlare di queste cose.", "fiore_commentary": "Questa storia mi fa venire il sangue al cervello. Ma come si fa a pensare a queste cose nel 2026? \"Le leggi razziali\", hanno detto i genitori, e non posso dargli torto. Mettere un tetto ai bambini stranieri in classe, come se fossero un problema da contenere, \u00e8 una cosa che non ha senso. Non si pu\u00f2 distinguere un bambino in base al passaporto: il colore della pelle o il cognome non dicono niente sulla sua intelligenza o sulla sua capacit\u00e0 di imparare.\n\nE poi la storia si ripete, ma non impariamo mai. I nostri nonni, quando andavano all'estero, erano trattati come stranieri di serie B, relegati in classi separate. Adesso facciamo lo stesso con gli altri. Invece di investire per dare pi\u00f9 insegnanti, pi\u00f9 supporti, pi\u00f9 corsi di italiano veri, si mettono le quote e le multe. \u00c8 come dire \"non li vogliamo, ma se proprio restano, devono adeguarsi senza costi\". Che tristezza, che ipocrisia. La scuola dovrebbe essere un luogo dove tutti si sentono accolti, non un confine.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}