{"id": "32379", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/32379", "published_at": "2026-09-30T00:33:00+02:00", "source_published_at": "2026-09-28T16:41:00+02:00", "language": "it", "title": "Consumare entro o preferibilmente entro, un italiano su 3 ignora differenza", "original_title": "Consumarsi entro o preferibilmente entro, un italiano su 3 ignora differenza", "source": "ANSA Salute", "source_urls": ["https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/09/28/iss-leggere-bene-le-etichette-aiuta-a-non-sprecare-il-cibo_bd301cc8-4c6f-40ee-a51c-6e6935488009.html"], "factual_summary": "Un recente studio dell'Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (ISS) ha evidenziato che il 36% degli italiani non comprende la differenza tra le diciture \"da consumarsi entro\" e \"da consumarsi preferibilmente entro\" presenti sulle etichette dei prodotti alimentari. Questa scarsa consapevolezza contribuisce in modo significativo allo spreco di cibo.\n\nIn occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, gli esperti dell'ISS hanno invitato i consumatori a porsi cinque domande fondamentali prima di gettare un alimento. Tra queste, verificare la dicitura sull'etichetta, controllare le condizioni di conservazione e l'integrit\u00e0 della confezione, e dare priorit\u00e0 al consumo degli alimenti vicini alla scadenza.\n\nLaura Rossi, direttrice del Reparto nutrizione, alimentazione e salute dell'ISS, ha sottolineato che la Commissione europea stima che fino al 10% dello spreco alimentare annuale nell'UE sia legato all'interpretazione delle date di scadenza. La dicitura \"da consumarsi entro\" si riferisce a prodotti altamente deperibili che non vanno consumati dopo la data indicata, mentre \"da consumarsi preferibilmente entro\" indica un termine oltre il quale il prodotto potrebbe perdere qualit\u00e0, ma non diventare automaticamente insicuro.", "how_others_tell_it": "L'ANSA Salute mette in evidenza un problema pratico che riguarda la quotidianit\u00e0 di tutti: lo spreco alimentare. L'articolo si concentra sui dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanit\u00e0 e sulle indicazioni pratiche per i consumatori, dando risalto alle dichiarazioni di un'esperta del settore. Lascia un po' in ombra il perch\u00e9 di questa disinformazione cos\u00ec diffusa.", "fiore_emotion": "fastidio", "fiore_reason": "perch\u00e9 mi fa pensare a quanto cibo buttiamo per niente.", "fiore_commentary": "Mi viene un nervoso quando leggo queste cose. Cio\u00e8, un italiano su tre non sa leggere un'etichetta? Ma davvero? Non \u00e8 solo ignoranza, \u00e8 che proprio non ci facciamo caso. E poi buttiamo via tutto, senza pensarci due volte. A Napoli, mia Fulmine non avrebbe mai buttato un pomodoro che aveva un puntino nero, lo tagliava e via. Si arrangiava, usava la testa.\n\nCapisco che la vita \u00e8 frenetica e magari non si ha tempo di stare a guardare ogni singola etichetta, ma qua si parla di soldi buttati e di cibo che manca a tanta gente. Basterebbe un attimo di attenzione in pi\u00f9 al supermercato e a casa. E poi, diciamocela tutta, non \u00e8 che le etichette siano sempre chiarissime, eh. Per\u00f2, insomma, un po' di responsabilit\u00e0 la dobbiamo avere anche noi. Non \u00e8 un caso che poi i supermercati siano pieni di cibo che finisce nell'immondizia.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}