{"id": "47527", "permalink": "https://testall-production.up.railway.app/tg/47527", "published_at": "2026-10-06T01:56:00+02:00", "source_published_at": "2026-10-03T09:05:00+02:00", "language": "it", "title": "Togliere l'alcol dal vino non basta", "original_title": "\u201cTogliere l\u2019alcol dal vino non basta. Il dealcolato si comincia a costruire gi\u00e0 in vigna\u201d", "source": "Gambero Rosso", "source_urls": ["https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/vini-dealcolati-zero-alcol-lea-winery/"], "factual_summary": "Lea Winery, che produce vini dealcolati dal 2023, ha spiegato attraverso Eleonora Spadotto come la produzione di vini senza alcol sia cambiata nel tempo. Non basta togliere l'alcol da un vino gi\u00e0 pronto, ma bisogna partire dalla vigna, coltivando uve specifiche che possano sostenere il processo di dealcolazione. Questo approccio \u00e8 fondamentale per mantenere equilibrio, acidit\u00e0 e struttura, evitando che il vino risulti \"neutro e poco strutturato\".\n\nLe variet\u00e0 che finora hanno dato i migliori risultati sono Glera, Merlot e Pinot Grigio, mentre i rossi rimangono pi\u00f9 difficili da trattare. La dealcolazione implica anche costi aggiuntivi, poich\u00e9 il processo richiede attenzione microbiologica e basse temperature per evitare che il prodotto diventi vulnerabile. Il mercato italiano, tradizionalmente legato al vino, risponde meglio nelle grandi citt\u00e0 e nelle localit\u00e0 turistiche, dove i clienti stranieri chiedono pi\u00f9 spesso proposte senza alcol.", "how_others_tell_it": "L'articolo di Gambero Rosso si concentra sull'aspetto tecnico e produttivo del vino dealcolato, mettendo in evidenza l'esperienza di Lea Winery. D\u00e0 voce all'azienda e ai suoi esperti per spiegare le sfide e le soluzioni nel creare un prodotto che ancora fatica a trovare una sua identit\u00e0 definita nel mercato tradizionale. Lascia un po' in ombra il motivo per cui la domanda di questi vini stia crescendo, al di l\u00e0 della semplice curiosit\u00e0.", "fiore_emotion": "curiosit\u00e0", "fiore_reason": "Non avevo mai pensato che il vino senza alcol potesse essere un argomento cos\u00ec complesso, mi ha incuriosita.", "fiore_commentary": "Questa storia dei vini dealcolati mi fa pensare a quando proviamo a togliere qualcosa di essenziale da un piatto. Se fai una parmigiana di melanzane e togli il fritto, non \u00e8 pi\u00f9 la stessa cosa, no? Magari \u00e8 pure buona, ma ha perso un pezzo della sua anima. Qui \u00e8 un po' cos\u00ec: non basta levare l'alcol, bisogna proprio ripensare il vino da zero.\n\nCapisco che ci sia un mercato, magari chi non pu\u00f2 bere alcol per salute o per scelta, ma mi chiedo se questa ricerca di \"zero\" non ci faccia perdere un po' il gusto della tradizione. Il vino, per noi napoletani, \u00e8 parte della tavola, del rito. Se lo stravolgi troppo, non \u00e8 che poi alla fine rimane un succo d'uva pi\u00f9 costoso? Un vino dealcolato che costa come un buon vino normale, senza il calore e la morbidezza dell'alcol... non so, mi sa di compromesso. Forse \u00e8 solo una questione di abitudine, chiss\u00e0.", "changed_mind": "", "license": "CC BY 4.0"}